Cos'è la visita preassuntiva e dove la prevede la legge
La visita preassuntiva è la visita medica preventiva svolta in fase preassuntiva, cioè prima della costituzione del rapporto di lavoro. È stata introdotta espressamente nel D.Lgs. 81/08 dal correttivo D.Lgs. 106/2009, che ha aggiunto all'art. 41, comma 2, la lettera e-bis: le visite preventive "possono essere svolte anche in fase preassuntiva".
La stessa norma indica chi può effettuarle: su scelta del datore di lavoro, il medico competente aziendale oppure i dipartimenti di prevenzione delle ASL (art. 41, comma 2-bis). Nella pratica la strada più rapida ed efficace è la prima: il medico competente conosce il DVR, i rischi della mansione e il protocollo sanitario, quindi può esprimere un giudizio realmente calibrato sul posto di lavoro che il candidato andrà a occupare.
Il presupposto resta sempre lo stesso: la visita preassuntiva ha senso solo per mansioni soggette a sorveglianza sanitaria. Se la mansione non comporta rischi che la rendono obbligatoria, non c'è base giuridica per sottoporre il candidato ad accertamenti sanitari: il quadro dei casi è nella guida quando è obbligatorio il medico competente.
Visita preassuntiva e visita preventiva: la differenza
Le due visite hanno la stessa finalità — verificare l'assenza di controindicazioni alla mansione specifica ed esprimere il giudizio di idoneità — ma si collocano in momenti diversi:
| Visita preventiva (art. 41, c.2, lett. a) | Visita preassuntiva (art. 41, c.2, lett. e-bis) | |
|---|---|---|
| Quando | Dopo l'assunzione, prima di adibire il lavoratore alla mansione | Prima dell'assunzione, in fase di selezione avanzata |
| Chi la esegue | Il medico competente | Medico competente o dipartimento di prevenzione ASL, a scelta del datore |
| Rischio per l'azienda | Se il neoassunto risulta inidoneo, il contratto è già in essere | L'esito si conosce prima di firmare il contratto |
| Ricorso | Ammesso ex art. 41, c.9 | Ammesso: il comma 9 cita espressamente i giudizi preassuntivi |
Il vantaggio pratico della preassuntiva è evidente soprattutto per mansioni con requisiti psicofisici stringenti (movimentazione carichi, lavoro in quota, guida di mezzi, mansioni soggette a test per alcol e stupefacenti): scoprire un'inidoneità dopo l'assunzione obbliga l'azienda a cercare una ricollocazione e può sfociare nel contenzioso descritto nell'articolo sul ricorso contro il giudizio di idoneità.
Quando la visita preassuntiva è legittima
Perché la visita preassuntiva sia legittima devono ricorrere tutte queste condizioni:
- Finalità esclusivamente prevenzionistica: serve a verificare l'idoneità alla mansione specifica individuata, non a valutare genericamente lo stato di salute del candidato o a selezionare "il più sano";
- Mansione soggetta a sorveglianza sanitaria in base alla valutazione dei rischi: la visita segue il protocollo sanitario definito per quella mansione;
- Esecuzione da parte di un soggetto abilitato: medico competente nominato dall'azienda o ASL, mai medici scelti al di fuori di questo perimetro. Il divieto per il datore di lavoro di svolgere accertamenti sanitari diretti sull'idoneità discende già dall'art. 5 dello Statuto dei lavoratori (L. 300/1970);
- Costi a carico del datore di lavoro: come tutta la sorveglianza sanitaria, la visita non può comportare oneri per il candidato;
- Rispetto della riservatezza: al datore viene comunicato solo il giudizio (idoneo, idoneo con limitazioni, non idoneo), mai diagnosi o dati clinici, che restano nella cartella sanitaria e di rischio.
Usata così, la visita preassuntiva è pienamente lecita e anzi consigliabile. Usata come screening generico dei candidati, espone invece l'azienda a conseguenze serie, come vediamo subito.
I divieti: gravidanza, HIV e accertamenti estranei alla mansione
L'art. 41, comma 3, del D.Lgs. 81/08 vieta espressamente che le visite mediche — comprese le preassuntive — siano effettuate per accertare stati di gravidanza e "negli altri casi vietati dalla normativa vigente". I divieti principali da conoscere:
- Gravidanza: nessun test di gravidanza in fase di selezione o assunzione. Il divieto è rafforzato dal D.Lgs. 198/2006 (Codice delle pari opportunità), che considera discriminatorio qualsiasi trattamento legato allo stato di gravidanza o maternità; la tutela della lavoratrice madre scatta semmai dopo, con il D.Lgs. 151/2001, quando la lavoratrice comunica lo stato di gravidanza e il datore adegua mansioni e valutazione dei rischi;
- Test HIV: la L. 135/1990 (art. 6) vieta ai datori di lavoro di svolgere indagini volte ad accertare la sieropositività dei dipendenti o dei candidati. Il test è ammesso solo in casi eccezionali previsti dalla legge, con consenso, e mai come condizione per l'assunzione;
- Accertamenti estranei alla mansione: esami non previsti dal protocollo sanitario o sproporzionati rispetto ai rischi (test genetici, screening generalizzati) violano l'art. 5 dello Statuto dei lavoratori e la disciplina privacy sui dati sanitari (GDPR e provvedimenti del Garante).
Le violazioni comportano sanzioni penali a carico di datore di lavoro e medico, nullità degli atti discriminatori e possibili richieste risarcitorie. In breve: la visita preassuntiva risponde alla domanda "questa persona può svolgere in sicurezza questa mansione?", non alla domanda "questa persona ci farà avere problemi?".
Come organizzarla in azienda: procedura consigliata
La procedura corretta per un datore di lavoro è semplice:
- Verifica nel DVR che la mansione da coprire sia soggetta a sorveglianza sanitaria e quale protocollo preveda;
- Richiedi la visita al medico competente quando la selezione è alle battute finali, indicando la mansione specifica e i rischi associati;
- Attendi il giudizio scritto prima di formalizzare l'assunzione: in caso di idoneità con limitazioni potrai valutare se la mansione è organizzabile di conseguenza;
- Conserva il giudizio e programma la successiva visita periodica secondo il protocollo.
Se l'azienda non ha ancora nominato un medico competente, la visita preassuntiva è spesso l'occasione in cui l'assenza si fa sentire: senza nomina non c'è protocollo sanitario né un medico che possa esprimere il giudizio. Puoi attivare la nomina in 48 ore con il nostro preventivo online, valido in tutta Italia, e trovare tutti i dettagli operativi nella pagina come funziona la nomina.
Domande frequenti
La visita preassuntiva è obbligatoria?
No, è una facoltà del datore di lavoro: l'art. 41, comma 2, lettera e-bis del D.Lgs. 81/08 dice che le visite preventive "possono" essere svolte in fase preassuntiva. Ciò che è obbligatorio è la visita preventiva prima di adibire il lavoratore alla mansione a rischio: la preassuntiva la anticipa, assolvendo lo stesso obbligo.
Chi può effettuare la visita preassuntiva?
Su scelta del datore di lavoro, il medico competente aziendale oppure il dipartimento di prevenzione della ASL (art. 41, comma 2-bis, D.Lgs. 81/08). Nessun altro soggetto è abilitato: il datore non può far svolgere accertamenti di idoneità da medici di sua fiducia estranei a questi canali.
Si può chiedere un test di gravidanza a una candidata?
No, mai. L'art. 41, comma 3, del D.Lgs. 81/08 vieta le visite volte ad accertare stati di gravidanza e il Codice delle pari opportunità qualifica come discriminatoria qualsiasi selezione basata su gravidanza o maternità. La tutela della maternità scatta dopo, quando la lavoratrice comunica lo stato di gravidanza.
Il test HIV può essere richiesto prima dell'assunzione?
No: la legge 135/1990 vieta ai datori di lavoro indagini sulla sieropositività di candidati e dipendenti. La sieropositività non può essere condizione di assunzione né motivo di esclusione, e un eventuale test richiede comunque il consenso della persona nei soli casi previsti dalla legge.
Cosa succede se il candidato risulta non idoneo alla visita preassuntiva?
Il datore può legittimamente non procedere all'assunzione per quella mansione, perché manca il requisito dell'idoneità. Il candidato può però impugnare il giudizio entro 30 giorni davanti all'organo di vigilanza ASL, come previsto dall'art. 41, comma 9, che include espressamente i giudizi preassuntivi.
→ Richiedi un preventivo per la nomina del medico competente